Dietro le manopole del Neve 1073

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Come detto più volte, il preamplificatore Neve 1073 è, probabilmente, il più famoso della storia dell’audio. Progettato negli anni ’60 (e proposto al mercato nel 1970) da Rupert Neve, è arrivato in ottima forma ai giorni nostri sia nelle versioni originali (eventualmente manutenute per sistemare i problemi di decenni di attività) che sotto forma di clone o versione moderna.

AMS Neve (l’azienda che detiene i brevetti) produce ancora il 1073 realizzando sia versioni fedeli all’originale che sistemi più al passo con i tempi sia dal punto di vista della scelta dei componenti che delle funzionalità.

Altre aziende hanno raccolto l’eredità di Mr. Neve e, coniugando tradizione e innovazione propongono soluzioni molto valide. Tra queste vale la pena di citare:

Brent Averill Electronics: realizza cloni di alto livello che riproducono tutti i dettagli del dispositivo originale. Realizza i suoi prodotti in USA.

UK Sound: legata a Brent Averill Electronics, produce cloni e proposte originali che utilizzano tecniche moderne per contenere i costi. L’assemblaggio dei dispositivi è in USA

Heritage Audio: propone sia cloni ad “alta fedeltà” che reinterpretazioni a costi più ragionevoli che sfruttano componenti e tecniche produttive moderni in grado di contenere i prezzi. Ha la sede in Spagna.

Golden Age Project: propone dal 2009 cloni a basso costo dei dispositivi più famosi in ambito audio. Il 1073 è uno dei suoi cavalli di battaglia. Ha sede in Svezia e produzione in Cina.

Rupert Neve Designs: è l’azienda in cui lavora attualmente Rupert Neve (in USA). Non produce cloni del 1073 (e neanche degli altri device storici) ma ha in catalogo prodotti di alta qualità progettati  da Mr. Neve sulla scorta della sua esperienza e delle possibilità offerte dalle tecnologie di oggi.

Il pannello controlli del preamp è riportato in Fig.1 nella versione pensata per l’inserimento in console. Qui si vede che il guadagno è controllabile attraverso un selettore a scatti (di 5dB). Questo selettore controlla anche l’ingresso che può essere Mic o Line. L’equalizzatore è composto da quattro filtri. Il primo è uno shelving dedicato alla gamma alta. Ha una frequenza di accordo a 12KHz con guadagno variabile tra -16 e +16dB.

Fig1 – 1073 layout

Le medie si gestiscono attraverso un selettore per la frequenza di accordo del filtro (che è di tipo peak) e del relativo guadagno che varia tra -18 e +18dB.

Sulle basse agisce uno shelving da +/- 16dB con frequenza di accordo selezionabile.

Completa la gestione delle basse frequenze un filtro passa alto (con pendenza di 18dB/oct) con frequenze selezionabili con apposito selettore.

L’equalizzatore può essere escluso e uno switch per l’inversione di fase completa la dotazione. 

Dietro il pannello di controllo esiste, ovviamente, un circuito elettronico che andiamo ad esaminare in modo più approfondito per capire come sono realizzati i dispositivi audio di classe professionale.

Fig2 – 1073 full schematic

Come si vede dallo schema generale di Fig.2, il circuito è realizzato connettendo in modo opportuno (e con i componenti che servono) una serie di moduli realizzati su circuiti stampati (Printed Circuit Board – PCB) separati. Questo consente una costruzione su postazioni parallele (alcune dedicate all’assemblaggio del modulo principale e altre alla realizzazione delle altre PCB) e una manutenzione più semplice in caso di guasto (sostituendo la scheda guasta si rimette subito in funzione il device e la riparazione può essere fatta con i tempi dovuti).

Nello schema si vedono a sinistra i due trasformatori di ingresso dedicati, rispettivamente, ai segnali microfonici e di linea. Sull’ingresso Mic, è disponibile anche un selettore di impedenza utile a colorare la risposta soprattutto con i microfoni dinamici. I due segnali sono quindi gestiti da una rete di resistori controllati dallo switch rotativo del Gain. Questo può arrivare fino a 80dB (sul pannello sono indicati con segno negativo perché si fa riferimento alla sensibilità di ingresso). Procedendo in senso orario si parte dai livelli di linea per arrivare al primo “Off” che indica il passaggio da Line a Mic (con queste posizioni si usa il modulo indicato con BA283). Successivamente si procede aumentando il guadagno (o diminuendo la sensibilità) fino a una seconda posizione di Off che corrisponde all’inserimento di un secondo stadio di amplificazione (che in figura è indicato col modulo BA284).

All’uscita del modulo BA283 è collegato il trasformatore di uscita. Sembra che i trasformatori siano tra i principali “colpevoli” del suono Neve. Questi erano originariamente realizzati da una Marinair, una azienda successivamente acquisita da Carnhill. I trasformatori Carnhill costruiti su speficiche Marinair sono esclusiva di AMS Neve.

I filtri dell’equalizzatore sono gestiti da tre PCB organizzate come segue:

  • BA205: dedicata agli shelving per alti e bassi
  • BA211: dedicata al filtro sulle medie (qui denominate Presence)
  • BA182: per il filtro Passa Alto (High Pass Filter – HPF)

La Fig. 3 riporta i dettagli del selettore di Gain. Nella versione originale le resistenze (che devono essere di alta precisione) sono montate direttamente sui contatti del commutatore e questo schema indica come effettuare i collegamenti.

Fig3 – 1073 gain selector

La Fig.4 riporta il modulo di amplificazione BA283. Su questo si nota (nel circuito di destra) il TR3 che è il transistor di uscita (2N3055). Anche questo si ritiene sostanziale per il suono del preamp e spesso, nella realizzazione dei cloni, si ricorre a componenti NOS (New Old Stock) costruiti da Motorola. Questo è collegato a TR2 con una connessione particolare denominata “Darlington” che si utilizza tutte le volte che il livello di corrente da fornire in uscita è rilevante. TR1 funziona da driver per il circuito di uscita.

Fig4 – 1073 BA283 board amplifier

Lo schema di sinistra è un preamplificatore a due stadi (TR4 e TR5) nel quale il TR3 viene utilizzato per disaccoppiare il modulo dal carico in modo da rendere il comportamento del preamp indipendente dalle variazioni di impedenza operate lavorando sui controlli dell’equalizzatore. Come già detto questo circuito (quello di TR3) è denominato Emitter Follower ed ha guadagno unitario ed elevata impedenza di ingresso (che non dipende dalle variazioni di carico).

Nella configurazione dei due stadi si notano una serie di componenti (R10, C10, C9 e R17) che hanno, in vario modo, la funzione di mettere in relazione il segnale di uscita dello stadio con quello di ingresso. Questo allo scopo di realizzare un “Feedback negativo”. Avevamo visto il feedback parlando dei generatori. In quel caso il feedback era positivo e serviva a creare i presupposti per mandare il circuito in auto-oscillazione.

Il feedback negativo ha, come è facile intuire, la funzione opposta. Infatti aumenta la stabilità, allarga la banda passante e migliora la linearità della risposta. Questo a scapito della velocità e, infatti, i circuiti che devono avere tempi di risposta molto veloci, si tende a farli feedback free.

Fig5 – 1073 BA284 board amplifier

Il modulo BA284, riportato in Fig.5, contiene, sulla sinistra l’ultimo stadio di amplificazione (quello che viene inserito dopo il secondo Off del selettore) e, al centro e sulla destra i driver per i filtri dell’equalizzatore. 

La board B182 contiene i componenti passivi del filtro HPF che è realizzato con induttori (in effetti una solo avvolgimento con più contatti) e condensatori.

Fig6 – 1073 BA182

Anche i questo caso la qualità dei componenti è fondamentale e sembra che gli induttori Carnhill siano i più ricercati.

Alte e basse frequenze sono gestite dalla board B205. In questo caso il circuito è RC (composto da resistori e condensatori) e porta, quindi, a una pendenza dei filtri pari a 6dB/oct.

Fig7 – 1073 BA205

Sulla gestione delle medie gli induttori tornano a farla da padrone. Questa volta sono due e arrivano sempre da Carnhill. Anche questo componente è ritenuto fondamentale per il suono Neve. In generale tutti gli equalizzatori che utilizzano induttori rimandano a sonorità vintage e sono molto ricercati nella comunità audio.

Riportiamo, per finire, la Fig.9 nella quale si vede l’interno di un AMS Neve 1073 SPX. È una versione moderna che utilizza le tecnologie disponibili ora ma, come si nota, mantiene tutti i componenti fondamentali della versione originale.

Fig9 – neve 1073spx

In particolare (da sinistra a destra) si notano i trasformatori di ingresso (marchiati Neve – Marinair), i tre induttori in prossimità della sezione filtri, il transistor di uscita 2N3055 montato su aletta di raffreddamento e il trasformatore di uscita (anch’esso con marchio Neve – Marinair).

Al contrario delle realizzazioni più tradizionali, la rete di controllo del Gain è realizzata con relays (i rettangoli neri in prossimità del caratteristico selettore rosso) e resistori montati con tecnologia SMD (Surface Mounted Device). Terminiamo qui l’approfondimento sul Neve 1073 dandovi appuntamento al prossimo articolo che sarà l’ultimo della serie.

Sono un ingegnere elettronico con la passione per la musica ed il suono. Mi sono avvicinato alla musica da autodidatta (salvo una breve parentesi alla University of the Blues di Dallas) e ho suonato nei peggiori locali italiani (con casuali puntate all'estero).
Ho costruito la mia prima radio FM appena finita la terza media. Ho continuato con amplificatori a valvole e transistor fino ad arrivare alla produzione di circuiti integrati.
Collaboro da anni con varie riviste (cartacee e web) di musica nelle quali mi occupo di recensioni di strumenti musicali e sistemi per l'elaborazione del suono. Trovate le mie pubblicazioni su Accordo (accordo.it), la rivista Chitarre (dal 2010 al 2015) e su Audio Central Magazine (audiocentralmagazine.com).
Produco musica da un po' nello NTFC Studio che serve sostanzialmente per le produzioni di NTFC Band.

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